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27.04.2014
Storie di migranti: Estella

Nelle Filippine c’è tutto, tranne i soldi. Per questo sono venuta in Italia trentacinque anni fa, perché in quel tempo in Italia si stava veramente bene. Quando ero giovane io avevo meno problemi dei miei figli col lavoro…adesso il mio figlio più piccolo, che è figlio di un italiano e ha 26 anni, lavora 12 ore al giorno in un negozio di souvenir a Roma. Dodici ore sono tante, e il padrone spesso chiede anche gli straordinari dopo cena, e lui è sempre stanco ma io gli dico “figlio mio, ringrazia Dio che hai trovato un posto di lavoro, un giorno sarà meglio per te”. E’ l’unico mio figlio italiano, ma oggi non significa tanto essere stranieri o no, la situazione è brutta per tutti, per andare avanti serve la fede…che un giorno sarà meglio.

Io lavoro in Italia da tanti anni, adesso sono vecchia e vorrei avere una pensione per non lavorare più e aiutare i miei figli, e magari fare una vacanza nel mio paese, che lì con un chilo di riso e un chilo di pesce vivi bene un mese, anche senza soldi. Poi là ho un campo di riso, il disastro di novembre grazie a Dio non c’è arrivato, che la città dove stanno le mie cose è lontana da lì come Napoli da Roma. La mia famiglia invece sta tutta qua, a Roma: siamo io e i miei tre figli, che sono grandi. Mi sono separata dal secondo marito, ecco perché posso andare a lavorare fuori dalla Casilina per guadagnare qualcosa, finchè ce la faccio. Questo mese devo pagare le spese del condominio e aiutare la figlia più grande, che si è divorziata dal marito e è tornata a casa. Si era sposata con un italiano, un carabiniere; lui sembrava un uomo molto bravo ma invece aveva tante donne…perché gli uomini sono un po’ così tutti, mica solo gli italiani, è uguale per tutti. Adesso lei e i miei due nipoti stanno a casa mia, loro e il figlio più piccolo che però non lo vedi mai perché lavora sempre.

Sono straniera, lo senti che anche se sto qua da tanti anni certe parole ancora non le so dire, per noi filippini l’italiano è difficile da dire bene, ma penso che c’ho gli stessi problemi degli italiani. Non penso che perché sono filippina allora sto peggio di te, sto peggio di te soltanto perché sono vecchia e fatico tanto a lavorare ancora, e non mi danno la pensione ancora perché dicono che sono troppo giovane per la pensione sociale. Devo aspettare, sto soltanto aspettando. E prego per i miei figli, ma come tua madre prega per te, per il lavoro, perché trovano persone buone, perché non devono vivere in miseria e essere felici. Gli italiani non sono mai stati arrabbiati con noi filippini, non è quello il problema…forse che lo sanno che noi lavoriamo e non facciamo problemi, poi abbiamo la stessa religione vostra e questo forse per voi è importante, non lo so. Di sicuro vedo che ci trattano meglio a noi che agli africani, non lo so perché, forse perché pensano che i neri sono delinquenti e non vogliono lavorare. Poi quando sono arrivata io in Italia non c’erano i neri, e gli italiani con me facevano problemi soltanto perché parlavo italiano poco poco e non capivano e io non capivo. Poi è andato sempre bene, ho sempre lavorato, ho anche sposato un italiano!

Adesso aspetto, la mia vita l’ho fatta, adesso vorrei riposare come gli anziani italiani che guardo. Bisogna pregare, ringraziare Dio e avere fede, e andare avanti. Prima o poi le cose si mettono a posto, se Dio vuole.



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